Amore Senza Fine

Oggi scrivo per celebrare un’amicizia, onorare una presenza, attenuare una mancanza immensa.

La mia adorata gattina è partita qualche settimana fa. Inaspettatamente. Dolorosamente. Tragicamente. Il momento ha lacerato il mio cuore. Non ero pronta. Neppure lontanamente.

Per qualche tempo il mio respiro è rimasto sospeso, intrappolato nell’ansia di non aver fatto abbastanza per salvarla, nella disperazione di non poterla più toccare, accarezzare, guardare negli occhi. Un nodo nel petto. Un senso di dolorosa incredulità. Una tristezza profonda.

Chi ama tanto non può che soffrire tanto.

Eppure, se potessi scegliere ancora, sceglierei esattamente lo stesso amore. Ogni singolo giorno. Perché il dolore della perdita non cancella mai il privilegio dell’incontro.

La nostra era una relazione straordinaria, fatta di complicità e intimità quotidiane, di giochi, scherzi e risate, di lunghi viaggi insieme, di silenzi condivisi e coccole infinite.

Chiquita è stata una compagna di vita incredibile. Indipendente, caparbia, avventurosa, curiosa, esploratrice, chiacchierona, permalosa, socievole e incredibilmente affettuosa. Un piccolo universo racchiuso in pochi chili di pelo.

Conservo nel cuore centinaia di momenti vissuti insieme. Un amore profondo e incondizionato come solo un compagno animale riesce a donare agli esseri umani.

Oggi la sua assenza pesa come un macigno. La casa ha cambiato suono. Ci sono angoli che ancora la cercano e gesti che il mio corpo continua a compiere senza pensarci.

Eppure, nel silenzio, sento anche un’altra verità. Questa separazione è solo apparente. Credo troppo al miracolo della Vita per pensare che tutto ciò che abbiamo condiviso possa dissolversi.

La sua forma è cambiata. Non la sua essenza. E quando il mio cuore ritroverà il suo equilibrio, so che riuscirò ancora a sentire la sua presenza. Non con gli occhi. Ma con l’anima.

Oggi voglio soprattutto ringraziare la sua presenza fisica al mio fianco. Il suo essere entrata nella mia vita come un piccolo batuffolo di pelo e averla trasformata senza chiedere il permesso. Il suo essere stata una presenza discreta ma costante, leale e complice. La sua autonomia, la sua fierezza, la sua inesauribile curiosità. Era un piccolo gatto parlante. Una terapista perfetta. Piaceva a tutti per la sua bellezza e la sua regalità, nonostante fosse una semplice trovatella.

Con lei ho imparato a rispettare profondamente lo spirito animale. Ho imparato a condividere i miei spazi con qualcuno che sapeva esserci senza mai invadere. Ho imparato a prendermi cura senza possedere. Ad amare senza trattenere.

So di avere commesso tanti errori lungo il cammino. Ma so anche che grazie a lei ho imparato ad amare in un modo diverso. Più adulto. Più consapevole. Più rispettoso. E, allo stesso tempo, assolutamente totalizzante.

Cara Chiquita, hai riempito la mia vita di una ricchezza che nessuna parola riuscirà mai a raccontare fino in fondo. Hai insegnato al mio cuore un modo nuovo di amare: più libero, più vero, più gentile. Sei arrivata come un piccolo batuffolo di pelo... e te ne sei andata lasciando impronte ovunque. Sul pavimento della mia casa, ma soprattutto dentro la mia anima. Spero che ora tu stia correndo leggera, inseguendo tutti i colori dell’arcobaleno che ti ha accompagnata verso casa, con la stessa gioia e curiosità con cui esploravi ogni giorno il nostro mondo.

Io continuerò a cercarti. Non con gli occhi. Ma con il cuore.

Perché ho compreso una cosa che tu mi hai insegnato meglio di chiunque altro: l’amore non conosce la parola fine.

Ti amo. Immensamente. Sempre.

(Pic courtesy of Alexander Grey for Unsplash)

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Commenti

  • Carmen 31 lug 2026, 21:26 (29 ora fa)

    Grazie Annalisa per queste parole piene di Amore ❤️

  • Simona 31 lug 2026, 14:52 (35 ora fa)

    Che parole meravigliose, quanto amore si percepisce… e rimarrà sempre!
    Anche la mia gatta, insieme alla sua fisica presenza, ha portato a casa nuove emozioni, la riscoperta delle dolci coccole e della profondità di uno sguardo o del semplice rimanere accanto, quanto amore scaturisce da questi semplici gesti. Tante le parole che arrivano, ma mi fermo nel pensiero di quanto un animale ci faccia sentire che siamo anime e non solo esseri viventi.
    Un abbraccio,
    Simona

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