Prendersi Cura Di
In questa fine di un agosto che è arrivato e si è concluso troppo velocemente, rifletto su un atteggiamento, il “prendersi cura di” che sembra normale, facile e scontato, ma ora capisco che non lo è affatto. Prendersi cura di qualcosa o di qualcuno è, come diceva magistralmente il grande Battiato, il riconoscerne la sua preziosità: “perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te”. (La Cura). Prendersi cura implica quindi il saper vedere, il saper riconoscere, il sapere apprezzare, il provare rispetto, il saper onorare, l’essere grato… il “prendersi cura di”, se fatto consapevolmente, è amare incondizionatamente, perché significa riconoscere i bisogni unici dell’altro e corrisponderli con gioia, senza sentire alcuna fatica o senso del dovere.
Quanto sono davvero capace di “prendermi cura di” me stesso e degli altri in questo modo? Quanto riesco davvero a vedere e comprendere la mia preziosità e la loro preziosità? Quando mi sono fatta queste domande ho scoperto che, sebbene sembri facile non è semplice, anche se amiamo quel qualcuno di cui ci prendiamo cura.
“Prendersi cura di” implica diventare curiosi di chi/cosa hai di fronte ed impedire alla tua presunzione di dirti cosa è giusto per loro.
Ora mi rendo davvero conto che “prendermi cura di” è una responsabilità molto grande. E sto anche realizzando quanti errori ho già fatto riguardo a questo tema. E’ molto facile per un adulto che si considera intelligente ed esperto cadere nella presunzione di sapere. Ma il “prendersi cura di” non è solo sapere, quanto essere curiosi dell’altro, informarsi e saper ascoltare.
Durante le scorse settimane la mia ignoranza e presunzione mi hanno portato inconsapevolmente a sacrificare la vita di un paio di piante aromatiche, semplicemente perché me ne sono presa cura in maniera superficiale, non esplorando davvero le loro caratteristiche intrinseche, le loro preferenze in termini di luce/acqua/compagnia. Quando ho approfondito era troppo tardi per salvarle, perché avevo già commesso troppi errori, ma il dono del loro sacrificio è stato immenso, perché ha suscitato in me il desiderio di riflettere su come mai, nonostante me ne fossi presa cura fedelmente ogni giorno con (pensavo) amore, la loro salute e vitalità mi siano sfuggite di mano.
Ora comprendo meglio e mi rendo conto che il “prendermi cura di” è davvero l’atto di amore più grande che posso compiere nei confronti di un altro essere vivente. Ma per poterlo compiere in pienezza non posso non conoscere lui/lei e non conoscere me. Se ho delle ferite, dei bisogni non corrisposti, delle convinzioni che mi limitano porterò inevitabilmente tutto questo dentro la relazione con lui/lei. Per prendermi davvero cura di qualcun altro, lo devo fare in primis con me stessa, devo riconoscere la mia preziosità e trovare l'equilibrio con le mie vulnerabilità.
Per prendermi cura della vita dovrei davvero capire che cosa è la Vita in tutte le sue forme e manifestazioni e ritrovare umiltà rispetto alla sua complessità e grandiosità.
Ecco è proprio questo il punto che ora mi appare cosi chiaro: per prendermi davvero cura di qualcuno devo imparare a sviluppare la dote dell’umiltà.
(Pic Credits Pedro Kummel for Unsplash)
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