Il Vero Potere di Scegliere
In questi giorni i miei pensieri continuano a tornare su una parola:
Desiderio.
Una parola semplice, quasi innocente, ma più ci penso, più mi accorgo che “desiderio” non mi basta. Puoi desiderare moltissime cose senza muoverti di un millimetro verso di esse. Puoi fantasticarle, immaginarle, persino convincerti di volerle.
Ma il desiderio acquista una forza diversa quando diventa intenzione. Quando cioè incontra la volontà. L’intenzione è un desiderio che ha preso posizione.
E allora mi sono chiesta: cosa rende possibile l’intenzione? La scelta.
E cosa rende possibile scegliere? Il fatto che esista più di una possibilità, cioè il contrasto.
Trovo affascinante pensare che proprio ciò che spesso ti disturba della vita: la differenza, l’alternativa, ciò che non vuoi, ciò che non ti corrisponde ... sia anche ciò che ti permette di comprendere meglio chi sei e dove vuoi andare.
Non potresti dire “questo sì” se non esistesse anche un “questo no”.
Forse, allora, il contrasto non è soltanto qualcosa da superare. Può diventare un dono.
Non perché tutto ciò che ti accade debba necessariamente piacerti o perché ogni esperienza difficile debba essere trasformata a forza in qualcosa di positivo. Ma perché anche ciò che non scegli può aiutarti a riconoscere ciò che vuoi scegliere.
La vita in forma umana è una straordinaria esperienza di varietà: persone diverse, valori diversi, culture, talenti, desideri, priorità, sensibilità, modi di amare, lavorare, costruire e interpretare il mondo.
Ed è proprio questa molteplicità a generare continuamente possibilità.
Ogni volta che incontri qualcosa che ti attrae o ti respinge, qualcosa dentro di te reagisce. Se impari ad ascoltare quella reazione invece di seguirla automaticamente, il contrasto diventa informazione.
E il desiderio può trasformarsi in intenzione.
Ma qui arriva, secondo me, la parte più difficile: riuscire a scegliere senza avere bisogno di rendere sbagliata la scelta di qualcun altro.
Quanto sarebbe diversa la nostra esperienza se potessimo semplicemente dire:
"Io scelgo questo" senza dover aggiungere: …"e quindi tu, che scegli altro, hai torto".
Abbiamo costruito categorie, gerarchie, fazioni. Abbiamo trasformato molte preferenze in verità assolute e imparato a rafforzare le nostre scelte contrapponendole a quelle degli altri. Eppure la differenza non è necessariamente una minaccia alla tua identità. Può essere semplicemente un’alternativa che non scegli.
Questo non significa rinunciare al discernimento. Puoi riconoscere che qualcosa non è allineato ai tuoii valori. Puoi dire no. Mettere confini. Allontanarti. Assumerti la responsabilità delle tue decisioni.
Ma esiste una grande differenza tra discernere per te stesso e condannare ciò che è diverso da te.
E c’è una libertà enorme in questa distinzione. Perché quando smetti di spendere tanta energia nel controllare, correggere o giudicare le scelte degli altri, quella stessa energia torna disponibile per domande molto più interessanti:
"Io, cosa scelgo?" E soprattutto: "Perché lo scelgo?"
Perché non tutto ciò che desideri nasce necessariamente dalla parte più profonda di te. Esiste una parte antica del tuo cervello che ti orienta verso ciò che percepisci come gratificante e ti spinge ad allontanarti da ciò che percepisci come minaccioso o doloroso. Meccanismi preziosi per la tua sopravvivenza.
Ma sopravvivere ed espandersi non sono la stessa cosa.
A volte ciò che ti fa crescere è proprio ciò che inizialmente ti mette a disagio.
Dire una verità. Lasciare qualcosa che conosci. Cominciare da capo...
Se utilizzassi soltanto il criterio "piacere sì, dolore no", sceglieresti molto spesso ciò che è familiare, immediatamente gratificante o apparentemente sicuro.
Ma dentro di te esiste anche un’altra bussola. Quella dei tuoi valori.
Quella che ti fa sentire che qualcosa ha significato. Che ti appartiene. Che ti avvicina alla persona che senti di essere.
Ed è qui, per me, che il desiderio diventa davvero intenzione. Non più soltanto:
"lo voglio perché mi farà stare bene". Ma: "lo scelgo perché qualcosa dentro di me riconosce questa direzione".
Forse è questa la parte del desiderio che assomiglia alla passione dell’anima.
Quella forza silenziosa che, davanti alle infinite alternative che la vita ti presenta, improvvisamente ti fa sentire: "Lì. Voglio andare lì. E non ho bisogno che tutti vengano con me."
Non hai bisogno che scelgano la stessa strada. Forse non hai neppure bisogno che la comprendano. Perché, se ci pensi, c’è qualcosa di meravigliosamente paradossale in tutto questo: la differenza degli altri non limita la tua libertà di scegliere. È proprio ciò che rende possibile la scelta.
Allora potresti provare un piccolo esperimento. La prossima volta che qualcuno sceglierà qualcosa di molto diverso da te, prima di giudicarlo fermati un istante.
Lascia che quella differenza esista. E riporta lo sguardo verso di te.
E ascolta. Forse la vita non ti sta chiedendo continuamente di stabilire chi ha ragione. Forse ti sta offrendo, ancora e ancora, qualcosa di molto più prezioso:
la possibilità di scoprire chi vuoi essere.
E il vero potere di scegliere, forse, è proprio questo: avere il coraggio di diventarlo.
(Pic credits Sophia Kunkel for Unsplash)
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