Chi sei tu… quando non devi dimostrare niente?

Immagino che tu sia d’accordo: essere umani è, spesso, una continua dimostrazione.

Dimostrare di saper fare, di sapere, di valere. Dimostrare di essere all’altezza. Dimostrare di meritare… E’ come se ci sentissimo costantemente in vetrina, giudicati per come parliamo, come ci muoviamo, giudicati per le scelte che facciamo.
Comincia tutto da piccoli, e senza che ce ne accorgiamo… Diventiamo dipendenti da un buon voto, un complimento, una vittoria sportiva, uno sguardo di approvazione… e impariamo a credere, lentamente, che il nostro valore passi solo da lì.

E così cresci e diventi un adulto capace, responsabile e performante, con la celata ma costante paura che non basti mai. 

Ci convivi con quella sottile sensazione di inadeguatezza e di bisogno di continuare a dimostrare di più e di meglio. E ti corrode piano piano. Perché non puoi fermarti. Nella società della competizione e del confronto sei sempre in ritardo.

Ma poi succede ad un certo punto che quel meccanismo si incrina. 

Qualcosa non funziona più. Sei troppo stanco. Non trovi più motivazione. Non riesci ad essere “come dovresti”. La performance cala, o si blocca, o semplicemente trovi che non abbia più senso. 

E li sei davvero di fronte ad una scelta che ti può cambiare la vita. 

Puoi avere paura. Perché sei così abituato a definirti attraverso ciò che fai, attraverso come sei percepito, attraverso il ruolo che giochi nel mondo… e puoi sprofondare nella disperazione di non funzionare più e nell’ansia di non valere nulla perché non performi. 

Oppure puoi restare li senza scappare e scoprire qualcosa di sorprendente:  esiste una parte di te
che non ha bisogno di essere validata. Una parte che non migliora e non peggiora in base ai risultati.

Una parte che… semplicemente è. 

Chi sei tu … se non devi dimostrare niente? Esplorala questa domanda, da tutti i lati possibili. 

Perché forse è proprio da lì che può nascere una nuova forma di libertà.

Una libertà più silenziosa, meno appariscente, ma infinitamente più stabile. La libertà di scegliere non per essere visti, ma per essere veri. La libertà di agire non per dimostrare, ma per esprimere.

Avere bisogno di conferme è umano. Imparare a farne a meno è liberatorio, rinvigorente, euforizzante. Non è un passaggio immediato, ma quando riesci a farlo finalmente respiri e poi finalmente… voli. 

Perché forse il vero punto non è smettere di crescere, di impegnarsi, di dare il meglio.

Il vero punto è smettere di usare tutto questo per meritare di esistere.

Tu vali prima del risultato. Prima dell’applauso. Prima dello sguardo di approvazione.
Prima del successo e prima del fallimento.

E quando finalmente smetti di chiedere al mondo il permesso di valere, succede qualcosa di meraviglioso:

Non devi più dimostrare chi sei. Puoi semplicemente esserlo.

(Pic credits Amit Dark - Unsplash)

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